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La SIOT è stata la prima società scientifica ad istituire una C.P.O. e una commissione per la MdG. La coordinatrice D.ssa Maria Silvia Spinelli traccia un primo bilancio dell’attività.

27 settembre 2022

La Commissione Pari Opportunità (CPO) e Medicina di Genere (MdG) è stata istituita dalla SIOT il 7 marzo 2021. La Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia è stata la prima fra le società chirurgiche italiane a intraprendere la strada della gender equality in ambito medico-chirurgico, partendo da una precisa volontà del presidente SIOT, Prof. Paolo Tranquilli Leali, e del comune sentire del direttivo, anche tenuto conto degli obiettivi definiti dall’Onu nell’Agenda 2030 (Goal numero 5).

La commissione è composta da:
• Maria Silvia Spinelli (in qualità di coordinatrice),
• Davide Bizzoca,
• Alberto Di Martino,
• Costantino Errani,
• Anna Maria Moretti,
• Giusy Resmini,
• Barbara Rossi,
• Maristella Francesca Saccomanno.

Gli ambiti di azione
Sono sostanzialmente due gli ambiti di intervento della Commissione e procedono di pari passo.
La CPO analizza, vigila e propone azioni volte alla riduzione del gender gap a ogni livello di carriera in Ortopedia e Traumatologia.
Questa azione ha come obiettivo l’aumento della diversità, della sicurezza dell’ambiente lavorativo e la riduzione della segregazione professionale, tutti fattori che hanno dimostrato avere un impatto non solo sulla qualità lavorativa dei professionisti, ma anche dei pazienti.
La MdG studia, invece, gli indicatori di genere cosi come quelli socio-culturali, che hanno dimostrato incidere sui percorsi di diagnosi e trattamento di alcune patologie ortopediche.
L’obiettivo della commissione è studiare percorsi di maggiore precisione applicando questi indicatori, per aumentare i risultati clinici.

La coordinatrice della CPO e MdG
“Da quando si è insediata la Commissione Pari Opportunità e Medicina di Genere abbiamo promosso una campagna comunicativa a livello internazionale, attraverso una partnership con associazioni professionali come l’International Orthopaedic Diversity Alliance (IODA), con la Wow International e la Wow Italia, che lavorano contro il gender gap in Ortopedia, ricorda la dottoressa Maria Silvia Spinelli.
“La campagna è stata portata avanti con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita, personale e professionale, degli specialisti e delle specialiste, creare un ambiente più sicuro e aumentare la qualità assistenziale per i pazienti. Quest’ultima finalità trova una stretta relazione con gli studi di medicina di genere applicati all’Ortopedia”.

Prime pubblicazioni
La CPO e MdG ha pubblicato sul Giornale Italiano di Ortopedia e Traumatologia (GIOT, fascicolo 3,2021) uno studio in cui è stato evidenziato come, in alcune patologie, l’applicazione di indicatori di genere, che riguardano la differenza di sesso, correlata a fattori socio-culturali, migliora i risultati dei trattamenti per patologie ortopediche.
In occasione del congresso nazionale SIOT del 2021, poi, la Commissione ha presentato il report dal titolo “Che genere di Ortopedia”
Nella brochure, realizzata con il sostegno del Gruppo Italiano Salute e Genere (GISeG) e di Donne Leader in Sanità (LEADS), è stato messo in evidenza che nella chirurgia di tipo ortopedico si riscontra la più bassa diversificazione di genere rispetto alle altre specialità. Si tratta di una tendenza rilevata negli ultimi dieci anni non solo in Italia. In ambito ortopedico si registra anche la percentuale più bassa di rappresentanza delle donne nei profili accademici (solo pochissime associate e nessun ordinario).
Nel documento, inoltre, si analizza il paradosso che, se da un lato è in Medicina che si individua il maggior numero di donne laureate, dall’altro il numero di mediche specializzate in Ortopedia è in diminuzione. I dati sono stati elaborati partendo dai numeri forniti dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Donne ortopediche ancora in minoranza
Stando a quanto emerso dalla survey condotta su 2.629 specializzandi e specializzande, il fattore che maggiormente influenza la scelta della specializzazione in Ortopedia è la presenza di una persona dello stesso sesso, dato che sottolinea l’importanza del role model nella scelta della specialità. È emerso che il fattore percepito come una barriera nella scelta è la mancanza di accettazione da parte di un senior.
Sono, quindi, importati il role modeling e il mentoring durante gli anni del corso di laurea in Medicina, in modo tale da abbattere le discriminazioni sul posto di lavoro, prevenire la creazione del tetto di cristallo nella progettazione dei percorsi di carriera e decostruire il muro degli stereotipi di tipo culturale che si sono sedimentati in ambito medico e accademico.

La campagna Let’s close the gap
La Commissione Pari Opportunità e Medicina di genere ha anche promosso la campagna di comunicazione dal titolo Let’s close the gap realizzando dei video e diffondendo una serie di interviste a ortopediche SIOT che rivestono ruoli di primo piano in ambito ospedaliero e universitario. Si veda il video promo a fine articolo.

In vista del congresso 2022
Il congresso nazionale SIOT, in programma Roma dal 10 al 12 novembre 2022, prevede due sessioni dedicate alla CPO e MdG. “È la prima volta che accade”, sottolinea la dottoressa Maria Silvia Spinelli. “Una sessione sarà dedicata alla Medicina di Genere e una alle Pari Opportunità con ospiti internazionali di genere applicata all’Ortopedia”.
“Durante i lavori saranno presentati i risultati della survey sulla valutazione della qualità di vita, personale e professionale, e sul work-life balance delle chirurghe ortopediche, con una comparazione con tutte le specialità chirurgiche”, spiega Spinelli. “Il lavoro è stato condotto con Women in Surgery, associazione che si occupa delle chirurghe di tutte le altre specialità”.

Gli obiettivi per il futuro
“Ci sarà anche un report di fine lavori della Commissione che rimarrà alla SIOT”, prosegue.
“Una casa editrice ci ha contattato per pubblicare un libricino sul lavoro svolto a proposito della Medicina di Genere in Ortopedia”, aggiunge.“Guardando al futuro e spostando l’orizzonte al lungo periodo, vorremmo puntare su Call to action per favorire la riduzione del gap e al tempo stesso favorire l’aumento della diversità che, come dimostrano gli studi in letteratura, ha un impatto diretto sulla qualità delle cure dei pazienti”, conclude la coordinatrice della Commissione.

 

A cura di Comunicazione Sanitaria


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