Pietro-S.-Randelli

L’analisi è stata svolta dall’ASST Gaetano Pini. Il Direttore del comitato scientifico, Prof. Pietro Randelli: “Tipica è la frattura bilaterale del gomito in seguito alla caduta con effetto catapulta. Sarebbero opportuni test driver e tutorial sulle regole di sicurezza”

19 ottobre 2022

Mezzo per gli spostamenti in città sempre più usato per effetto della diffusione dei servizi di sharing, alleati del rispetto dell’ambiente. Il monopattino elettrico ha conquistato gli utenti della strada come mezzo di mobilità eco-friendly, ma lo scenario di fondo è caratterizzato da una scarsa attenzione al rispetto delle regole per la sicurezza, come testimonia l’aumento del numero degli incidenti in cui sono coinvolti i monopattinisti.

La ricerca del “Pini” di Milano
Il Centro specialistico traumatologico Ortopedico dell’ASST Gaetano Pini di Milano ha condotto uno studio epidemiologico sull’incidenza dei traumi da monopattini nel capoluogo lombardo, nel periodo compreso tra maggio e novembre 2021, partendo dal numero di accessi complessivi al Pronto soccorso. È emerso che, nella maggior parte degli incidenti in monopattino, è coinvolto l’arto superiore e che l’articolazione più colpita è il ginocchio.
Lo studio è stato coordinato dal Prof. Pietro Randelli, Ordinario di Ortopedia e Traumatologia presso l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute), direttore della scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università degli Studi di Milano, nonché direttore del Comitato Scientifico dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, Asst Pini-CTO del capoluogo lombardo e direttore della Prima Clinica Ortopedica dello stesso istituto. Il Prof. Randelli è anche Chairman Position Paper Committee della SIOT per il periodo 2020-2022 ed è stato presidente della SIGASCOT dal 2016 al 2018.

Il commento del Prof. Randelli
“Il monopattino elettrico costituisce uno strumento strategico per la mobilità nelle nostre città, ma i traumi legati all’uso sono aumentati in numero crescente in tutte le casistiche internazionali”, dice il Prof. Randelli. “Nel nostro studio rappresentano il 14,3 % dei traumi su due ruote”, sottolinea.
I dati sono stati presentati il 26 novembre 2021 in occasione del convegno dal titolo “Monopattino: libertà sì. Ma non di fari male” che si è svolto all’ASST Gaetano Pini, alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
Nel semestre considerato gli accessi totali al Pronto Soccorso sono stati 28.169 e i traumi da mezzo a due ruote (biciclette, moto, scooter e monopattini) sono stati 1.955, il 14,3% dei quali è riferibile a monopattini (280 pazienti); il 56,6% è relativo alla bicicletta (1105 pazienti) e il 29,2% moto-scooter (570 pazienti). Su 280 pazienti per i quali c’è stato un trauma da monopattino, 129 sono stati quelli che hanno riportato una frattura (il 46%) e 28 quelli operati (il 10%). La percentuale maggiore si riferisce a traumi a polso e mano, pari al 24%). Nel dettaglio: ginocchio 17,1%, gomito 15%, polso 14,3 %, caviglia 11,8%, mano 9,6%, spala 7,1%.
“La frattura molto frequente nei traumi da monopattino è la frattura bilaterale del gomito, che testimonia la violenza dell’impatto a terra per l’arto superiore: si verifica una caduta a catapulta, per cui chi è sul monopattino viene sbalzato in avanti”, sottolinea il Prof. Randelli. “Questo tipo di trauma può richiedere l’ingessatura di entrambi gli arti superiori per un periodo anche di 40 giorni”, prosegue.
In considerazione dell’aumento del numero di incidenti e delle conseguenze, per il Prof. Randelli è necessario puntare sull’educazione stradale: “Sarebbe utile prevedere l’uso del mezzo con test drive e tutorial che richiamino al rispetto delle regole di sicurezza, partendo dall’obbligo del casco, in aggiunta al controllo della velocità”.


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