Osteoporosi: oggi è la Giornata mondiale

“Comunicare al paziente il rischio di fratturarsi” è il titolo del convegno organizzato da FIRMO e OFF che si terrà in occasione del World Osteoporosis Day. Interverrà anche il prof. Paolo Tranquilli Leali, presidente SIOT.

20 ottobre 2022

Giornata Osteoporosi FIRMO

Il 20 ottobre di ogni anno si celebra la giornata mondiale dell’Osteoporosi, malattia subdola perché non presenta campanelli d’allarme. Spesso i soggetti più a rischio di frattura non sanno di esserlo o non conoscono in che modo affrontare il rischio. In Italia, si stima che circa 5 milioni di persone soffrano di Osteoporosi.

In occasione della ricorrenza, la Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie dell’Osso (FIRMO), in collaborazione con l’Osservatorio sulle Fratture da Fragilità (OFF), ha organizzato un convegno a Roma, nella sala Caprichetta, sul tema “Comunicare al paziente il rischio di fratturarsi”, al quale interverrà il presidente SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia), Prof. Paolo Tranquilli Leali per illustrerà il “Progetto FLS della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia”.

 

La Prof.ssa Brandi, presidente FIRMO

La giornata è stata lanciata dall’International Osteoporis Foundation (IOF) ed è l’unica, a livello internazionale, in cui si celebrano l’Osteoporosi e la fragilità ossea. In Italia la celebriamo dal 2006, quando nacque la fondazione FIRMO, e ogni anno viene affrontato un tema”, dice la presidente FIRMO, la Prof.ssa Maria Luisa Brandi. “Il primo anno il messaggio è stato rivolto ai bambini, per spiegare come si previene l’Osteoporosi sin da piccoli, con distribuzione di una brochure tradotta in 23 lingue per essere diffusa in tutto il mondo”, ricorda.

Quest’anno il tema è la comunicazione con il paziente, essendoci lasciati alle spalle il lock-down che inevitabilmente ha avuto ripercussioni sul piano dei rapporti personali. L’Italia, in questo periodo, è comunque riuscita a lavorare arrivando alla pubblicazione delle Linee Guida per la gestione dell’Osteoporosi, risultato del contributo offerto da otto società scientifiche, con SIOT capofila, e 16 società di pazienti. In questi due anni, inoltre, sono stati avviati progetti sull’unità di frattura”, aggiunge la presidente della Fondazione FIRMO.

Quanto ai lavori della giornata congressuale, abbiamo previsto aree dedicate a Osteoporosi particolari, come quella di cui possono soffrire le donne in gravidanza, oppure di chi soffre di malattie rare. Sono tematiche su cui abbiamo iniziato a lavorare e che svilupperemo il prossimo anno proseguendo nella campagna di sensibilizzazione sul fronte della prevenzione”, prosegue.

La prevenzione dovrebbe essere intesa nel senso di prevenire la prima frattura: ci siamo impegnati, negli ultimi anni, alla gestione clinica del paziente dopo la frattura da fragilità. Per la vera prevenzione, ossia quella primaria, è necessario intervenire con mezzi che permettono di andare incontro al primo evento patologico che ,nel caso della fragilità ossea, è la frattura”, spiega la Prof.ssa Maria Luisa Brandi. “È necessario, inoltre, uno stile di vita tale da riuscire ad apportare le giuste quantità di calcio, che preveda attività fisica regolare, così come un’esposizione alla luce del sole per la vitamina D, l’ormone che fa assorbire calcio e fosfato a livello intestinale”, aggiunge.

Ci sono, poi, momenti di prevenzione particolare coincidenti con alcune fasi della vita, in cui si può essere più a rischio, per esempio, nel caso delle donne dopo la menopausa. Dovranno fare più attenzione, ricorrere all’uso di densitometri per verificare la densità minerale ossea e il rischio di fratture a 10 anni e, a seconda dei casi, intervenire con una prevenzione attraverso mezzi diagnostici e terapeutici innovativi”, conclude la presidente della Fondazione FIRMO.

 

La SIOT aderisce alla Giornata

L’Osteoporosi è una malattia sociale tenuto conto del progressivo invecchiamento della popolazione”, sottolinea il prof. Paolo Tranquilli Leali. “Per il 30% è over 65 e quando parliamo di anziani, non facciamo più riferimento ai sessantenni, ma ai novantenni. In un contesto di questo tipo, è chiaro che le fratture da fragilità costituiscono un problema gravissimo e per questo è necessario intervenire in maniera incisiva sul fronte della prevenzione”, sottolinea.

Come SIOT siamo stati capofila del gruppo di lavoro che ha portato all’elaborazione delle Linee Guida Ministeriali sulla Diagnosi, Stratificazione del Rischio e Continuità Assistenziale delle Fratture da Fragilità. Abbiamo lavorato assieme a otto società scientifiche, con il contributo di 16 associazioni di pazienti per arrivare alla stesura di un manuale di facile consultazione per la gestione delle fratture da fragilità che avesse valore di codice univoco, fermo restando la possibilità di personalizzare le cure tenuto conto delle necessità dei singoli pazienti. I risultati ottenuti sono stati validati dall’Istituto Superiore di Sanità e sono confluiti nelle Linee Guida”, prosegue.

Nelle Linee Guida è stata riconosciuta come best practice la nuova tecnologia made in Italy REMS, Radiofrequency Ecographic Multi Spectrometry, che attraverso una scansione ecografica basata su ultrasuoni e senza radiazioni, consente la diagnosi precoce e non invasiva dell’osteoporosi”, conclude il presidente SIOT.

A cura di Comunicazione Sanitaria


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