Osteoporosi e fragilità ossea: intervista al prof. Umberto Tarantino

Intervista alla biologa Virginia Veronica Visconti, vincitrice a Lisbona del “Jacques Duparc Award” 2022 e al Prof. Umberto Tarantino, presidente della “Commissione Osteoporosi” della SIOT

13 Luglio 2022

Si chiama Clasterina ed è una glicoproteina eterodimerica coinvolta in diversi processi patologici, inclusa l’Osteoporosi.
La possibilità di utilizzare questo fattore come potenziale marcatore non invasivo per la diagnosi di una malattia silente come l’Osteoporosi, ha attirato la curiosità scientifica della Dott.ssa Virginia Veronica Visconti, Dottore di ricerca in Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, sezione di Ortopedia, presso il Laboratorio dell’Osso del Policlinico Tor Vergata di Roma, diretto dal Professore Umberto Tarantino.

La pubblicazione
Nell’aprile 2022 la ricercatrice ha pubblicato sulla rivista scientifica Genes il paper dal titolo “Deregulated Clusterin as a Marker of Bone Fragility: New Insights into the Pathophysiology of Osteoporosis”, con il team composto dai colleghi Chiara Greggi, Ida Cariati, Beatrice Gasperini, Ambra Mastrogregori, Annalisa Botta, e lo stesso Prof. Tarantino.
La comunità scientifica europea ha subito manifestato interesse per il contenuto dell’articolo.

Il premio di Efort
Un interesse che ha trovato conferma in occasione del 23esimo congresso annuale della Federazione Europea delle Associazioni Nazionali di Ortopedia e Traumatologia (EFORT), che si è tenuto a Lisbona dal 22 al 24 giugno scorsi e che sul tema “I bisogni dei pazienti moderni: sfide e soluzioni in ortopedia e traumi”, ha selezionato il lavoro della Dott.ssa Visconti tra i dieci migliori posters, unico italiano.
La premiazione è avvenuta nel corso della prima giornata, durante la cerimonia di apertura del congresso, con la consegna da parte del presidente EFORT, Prof.ssa Li Fellander-Tsai, del riconoscimento “Jacques Duparc Award”.

Il laboratorio del Policlinico Tor Vergata
Una grande soddisfazione anche per il mentore della Dott.ssa Visconti, al quale la redazione di SIOT NEWS ha chiesto un commento: “Il laboratorio di ricerca dell’osso è stato istituito con l’obiettivo di fondere con approccio multidisciplinare le conoscenze della scienza di base e della clinica”, spiega il direttore dell’UOC Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Tor Vergata di Roma, il Prof. Umberto Tarantino.
“E’ qui che si intrecciano diverse anime della ricerca: da quella in biologia molecolare e cellulare, a quella in genetica, che si focalizzano sui disordini dell’apparato muscoloscheletrico, sia in situazioni di fragilità che di degenerazione, come l’Artrosi”, prosegue.
“In questo ambito sono stati avanzati diversi progetti, tutti approvati dal nostro Comitato Etico, per lo studio sia clinico che istologico, così come di tipo genetico-molecolare, del metabolismo osseo. Ed è in questa direzione che si pone il lavoro svolto dalla Dott.ssa Visconti, tra l’altro la più giovane a essere stata premiata all’EFORT Congress”, sottolinea.

Il lavoro di Virginia Veronica Visconti
La Dott.ssa Visconti ha conseguito il dottorato di ricerca in Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, sezione di Ortopedia, nel dicembre 2021, dopo essersi laureata in Biologia Molecolare. Giovane ricercatrice under 30, attualmente in formazione specialistica in Genetica Medica.
Lavora nell’area “genetico-molecolare” del laboratorio di Tor Vergata, unitamente ad altri 4 ricercatori, che per la parte clinica collaborano con gli Ortopedici specializzandi. In tutto 7-8 persone coordinate dal prof. Tarantino.
“Con questo lavoro di ricerca io e la collega Chiara Greggi abbiamo provato che una molecola chiamata Clasterina risultava deregolata in pazienti con Osteoporosi. Lo studio è stato portato avanti con l’obiettivo di identificare un potenziale marcatore non invasivo per la diagnosi dell’Osteoporosi e del rischio di fratture da fragilità”, spiega la ricercatrice.
“Le analisi svolte sono state diverse. Abbiamo analizzato la Clasterina sia negli osteoblasti, quindi all’interno di cellule ossee, e successivamente nel circolo sanguigno, di pazienti con Osteoporosi e soggetti sani”, va avanti.
“La nostra ricerca sui biomarcatori ha rilevato in primo luogo una maggiore espressione genica di Clasterina nelle colture primarie di osteoblasti di pazienti con Osteoporosi. Questi dati preliminari hanno portato a studiare l’espressione proteica di Clasterina nel tessuto osseo, confermando un aumento dei suoi livelli sia negli osteoblasti che negli osteociti. A questo punto, abbiamo esteso l’analisi ad una casistica più ampia, e abbiamo confermato un aumento dei livelli di espressione genica nei linfociti di pazienti osteoporotici. La ricerca ha lo scopo di identificare nuovi marker diagnostici non invasivi, con l’obiettivo di ridurre i tempi di diagnosi e il trattamento della patologia e delle fratture da fragilità ossea”, sottolinea.

Il Prof. Tarantino disegna lo scenario
È importante sottolineare che questo progetto rientra in un progetto finanziato dall’INAIL per la tutela dei soggetti in età lavorativa che possono andare in contro a Fratture da Fragilità”, spiega il Professore.
“E questo rafforza ancora di più il valore del risultato. Trovare biomarcatori in grado di fare prevenzione, sia nel periodo lavorativo sia in età più avanzata, è fondamentale anche tenuto conto dell’impatto che questa patologia ha sul Sistema Sanitario Nazionale non solo in termini di costi diretti, ma anche tenuto conto delle ripercussioni in termini di costi sociali. Ridurre i rischi di ri-frattura e andare a valutare tali rischi partendo da un’analisi ematica, sono l’obiettivo principale del nostro progetto di ricerca”, dice.
“In sostanza, si esegue una sorta di biopsia dell’osso per capire se è presente la molecola target. Si va quindi a valutare il rapporto tra osso e muscolo, la osteosarcopenia, ossia la perdita di massa muscolare e ossea con conseguente fragilità, solitamente associata all’invecchiamento. Una persona spesso si frattura perché il muscolo non tiene: osso e muscolo, quindi, stanno insieme nella buona e nella cattiva sorte”.

Tor Vergata: approccio multidisciplinare
“Lavorare nel team costruito dal Professore Tarantino è stimolante sia sul piano professionale che personale” – ci racconta la Dott.ssa Visconti. “L’approccio multidisciplinare è quello che ci permette di raggiungere questi traguardi, e che ci porta ad arricchire il quadro diagnostico del paziente osteoporotico, integrando sia esami strumentali quali DXA, sia esami ematochimici indicativi del metabolismo osseo, con le nuove conoscenze scientifiche. L’obiettivo principale è quello di effettuare una rapida diagnosi partendo da un semplice prelievo di sangue e consentendo così ai colleghi clinici di catturare preventivamente un quadro patologico silente come quello dell’Osteoporosi”.
“Ricevere il premio è stato molto emozionante, principalmente perché fra i dieci posters selezionati, il nostro è stato l’unico proveniente dall’Italia” – racconta la Dott.ssa Visconti. “Al di là della grande soddisfazione personale, questa premiazione riflette un lavoro di ricerca intenso, a cui hanno contribuito diversi professionisti, reso possibile dal Prof. Tarantino, e questo è un ulteriore motivo di orgoglio”.
“L’apporto dei biologi nel nostro team – conclude il Prof. Tarantino – dà la linfa e voglia di andare sempre avanti, perché questi ragazzi e ragazze hanno un’expertise e una capacità e determinazione nel fare ricerca davvero esaltante, fattori chiave nel miglioramento delle conoscenze”.

(intervista di Mario Maffei)

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