Guerra in Ucraina: appello per un corridoio umanitario internazionale

Si rafforza il network di solidarietà e assistenza medica per i rifugiati ucraini organizzata dalla SIOT. Alle sette strutture sanitarie che hanno immediatamente aderito se ne sono aggiunte altre cinque nell’arco di poche settimane.

14 aprile 2022

Ucraina: una fitta rete di assistenza ai profughi

Lo scorso 2 marzo la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia e la Fondazione per Educazione & Management in Ortopedia (FEMOR) hanno lanciato un appello all’accoglienza: “Chi scappa dalla guerra va accolto senza se e senza ma” aveva affermato il presidente SIOT Paolo Tranquilli Leali, supportato dal collega ortopedico Michele Saccomanno, presidente Femor, che ha messo in campo la grande esperienza in teatri di guerra della Fondazione.

 

Le prime adesioni

A questo dovere di solidarietà avevano risposto già il 10 marzo ben sette tra Unità Operative Complesse di Ortopedia e Traumatologia, Cliniche ortopediche e Policlinici universitari. In particolare quelli del:

  • Presidio ospedaliero di Riccione (dottor Massimo Pompili);
  • Policlinico Gemelli di Roma (professor Giulio Maccauro);
  • Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari (dottor Francesco Pisanu);
  • Clinica Gaetano Pini di Milano (professor Pietro Randelli);
  • Policlinico di Bari (professor Biagio Moretti);
  • Ospedale San Martino di Genova (dottor Federico Santolini);
  • Ospedale civile di Vicenza (dottor Alberto Momoli).

Una disponibilità che ha sortito interesse da parte dei mass media nazionali (clicca qui per la rassegna stampa)

 

Altre cinque disponibilità

Giusto il tempo di organizzarsi e, pochi giorni dopo, hanno aderito altre cinque strutture ospedaliere, postando a dodici il numero di adesioni da Nord a Sud del Paese:

– Clinica Ortopedica di Trieste (diretta dal Prof. Luigi Murena);

– Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa (la cui Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia è diretta dal Prof. Rodolfo Capanna);

– Clinica Ortopedica di Udine (diretta dal Prof. Araldo Causero);

– Ospedale Perrino di Brindisi (la cui l’unità operativa di Ortopedia e Traumatologia è diretta dal Dott. Gianfranco Corina);

– Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano (la cui Unità Operativa di Chirurgia dell’Anca è diretta dal Prof. Luigi Zagra).

 

Accogliere chi fugge dalla guerra è un dovere di solidarietà”, sottolinea il Prof. Paolo Tranquilli Leali. “E come medici ortopedici mettiamo a disposizione le nostre strutture per garantire l’assistenza sanitaria necessaria in accordo con le Asl e le Regioni”.

 

La SIOT ricorda di aver attivato la casella di posta elettronica ortopedico@siot.it per rispondere a tutte le richieste di informazioni sanitarie sull’apparato osteoarticolare.

Il servizio è disponibile anche in lingua ucraina, sia per le domande che per le risposte che saranno fornite agli utenti.

 

 

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