Il percorso di formazione per gli specializzandi si articola in 9 appuntamenti dal 22 febbraio al 20 settembre 2023. Vi proponiamo l’intervista al Dott. Bernardo Misaggi, presidente SICV&GIS

21 Febbraio 2023

Il Percorso di Formazione a Distanza è rivolto agli specializzandi in Ortopedia e Traumatologia su temi di patologia vertebrale. L’iniziativa formativa è organizzata dalla SIOT in collaborazione con SICV&GIS (Società italiana di Chirurgia Vertebrale e Gruppo italiano Scoliosi), AUOT (Accademia Universitaria di Ortopedia e Traumatologia) e AISOT (Associazione italiana degli Specializzandi in Ortopedia) per tutto il corso del 2023.

Il progetto di supporto didattico si articola in 9 webinar che si svolgeranno tra la fine di febbraio e quella di settembre, ciascuno dei quali avrà durata di circa un’ora.

La finalità del percorso formativo

“Nell’ambito degli insegnamenti previsti nelle Scuole di specializzazione, la patologia vertebrale è un po’ la cenerentola perché il numero degli ortopedici che se ne occupa è abbastanza contenuto, con pochi centri presenti in Italia. Abbiamo quindi deciso di dare, in qualità di GIS, un supporto alle Scuole di Specialità, proponendo una serie di lezioni, al fine di trasmettere curiosità, motivazione e passione in modo che gli specializzandi possano avvicinarsi anche alla chirurgia vertebrale”, spiega il presidente della Società italiana di Chirurgia Vertebrale e Gruppo Italiano Scoliosi, il Dott. Bernardo Misaggi. La società è affiliata alla SIOT.

Il dott. Misaggi è Direttore dell’UOC di Ortopedia e Traumatologia per le Patologie della Colonna Vertebrale del Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini – CTO di Milano, professore a contratto presso l’Università degli studi di Milano e tutor della Scuola di Specializzazione Ortopedia e Traumatologia.

“L’Associazione degli specializzandi è stata molto sensibile a questa richiesta, coordinata dal nostro consigliere tesoriere, il Professore Francesco Ciro Tamburelli, che ha portato avanti un’iniziativa partita già con il precedente Consiglio Direttivo su iniziativa del dott. Andrea Piazzolla”, aggiunge il presidente Misaggi.

“La chirurgia vertebrale è una branca abbastanza pesante rispetto alla chirurgia protesica o artroscopica, meno faticose anche dal punto di fisico. Per gli interventi sulle deformità, per esempio, sono richieste sino a 6-7 ore in sala operatoria”, sottolinea.

La mission della SICV&GIS

“Come Società Italiana di Chirurgia Vertebrale e Gruppo italiano Scoliosi siamo impegnati nel trattamento della patologia vertebrale in tutti i suoi aspetti”, spiega il dott. Misaggi. “Come, appunto, recita lo slogan scelto per il nuovo Sito Internet della Società: ‘garantire il sostegno in ogni fase della vita, vertebra dopo vertebra’. La nostra società promuove e incoraggia lo studio, la ricerca scientifica, la prevenzione e la cura di tutte le forme di patologia vertebrale, attraverso la formazione continua e lo scambio di idee ed esperienze fra gli specialisti”, prosegue. “L’obiettivo finale è migliorare la qualità di vita del paziente affetto da patologie del rachide”, aggiunge il presidente Misaggi.

“Per quanto riguarda la formazione, proponiamo anche Cadaver Lab e Webinar di aggiornamento cadenzato per fare il punto sulle nuove tecniche chirurgiche”, va avanti.

Il webinar del 22 febbraio

Il primo appuntamento inserito nel piano didattico per gli specializzandi è previsto per il 22 febbraio ed è dedicato alla “Patologia vertebrale. La diagnostica per immagini”. L’evento inizierà alle 18 e terminerà alle 19.

“Abbiamo scelto questo argomento perché è importante partire dalla base: quando arriva un paziente bisogna iniziare dalla radiografia, un esame che fornisce indicazioni utili e poi passare alle indagini strumentali di secondo livello, come la TC, la RMN o altri esami ancora”, spiega. “Nell’ambito della patologia vertebrale, il ruolo della diagnostica per immagini assume un’importanza strategica e imprescindibile tanto nella diagnostica clinica quanto nella programmazione terapeutica”, va avanti Misaggi.

“Le moderne acquisizioni tecnologiche hanno reso la diagnostica strumentale sempre più sofisticata e affidabile, per cui le acquisizioni tecniche devono essere ben conosciute dallo specializzando in modo da orientare la richiesta in base alla patologia”.

I webinar del 15 e del 29 marzo

Due i webinar previsti per il mese di marzo. Il primo si svolgerà il 15 marzo e sarà dedicato a tutte le tematiche relative all’artrodesi vertebrale. “L’artrodesi vertebrale rappresenta una delle tecniche di trattamento delle deformità, come la scoliosi o il dorso curvo, sia nei ragazzi, che negli adulti, ed è importante anche per l’aspetto degenerativo”, spiega il presidente della Società italiana di Chirurgia Vertebrale e Gruppo italiano Scoliosi. “Spesso viene utilizzata questa tecnica che consiste nella fusione delle vertebre attraverso delle viti, barre o cages con l’obiettivo di bloccare il segmento che provoca dolore. Il paziente starà meglio, può risolvere il suo problema e avere una qualità di vita che gli consente di svolgere le normali attività, sia quelle lavorative che relazionali”, sottolinea.

L’altro webinar è in programma il 29 marzo, con focus sulle Fratture toracolombari. “Questa tipologia di fratture è molto rappresenta la tipologia più comune di fratture vertebrali. Innanzitutto esiste un problema diagnostico: quando il paziente arriva in pronto soccorso è possibile che la frattura passi inosservata si a causa dell’errata richiesta di esami strumentali, sia perché il rate di misdiagnosi sulle Rx è molto elevato, arrivando al 40-60%”, spiega Misaggi. “È importante, di conseguenza, capire che questo tratto dorso-lombare, in cui si concentrano le fratture traumatiche, va esaminato con estrema attenzione attraverso le radiografie”, sottolinea. “Riguardo al trattamento, sono possibili sia opzioni conservative che chirurgiche: possono infatti essere curate con un corsetto ortopedico realizzato in stoffa oppure con corsetto gessato; nel caso in cui, invece, la frattura è instabile, con poche possibilità di guarire, allora è necessario procedere con un intervento chirurgico, che può andare da tecniche mininvasive con conservazione del movimento a artrodesi circonferenziali con la rimozione del corpo vertebrale fratturato, a seconda delle caratteristiche della frattura.

I webinar del 12 aprile e del 10 maggio

Ad aprile e maggio, l’appuntamento per la formazione degli specializzandi è per il 12 aprile con tematica sulle ‘Fratture cervicali sub-assiali’ per il 10 maggio con tema fratture C0-2. “Queste fratture sono meno frequenti ma potenzialmente molto pericolose, essendo in molti casi associate a lesioni del midollo spinale. In questi casi è fondamentale corretto inquadramento clinico e strumentale della frattura: le radiografie prima di tutto, la Tac e la risonanza magnetica per avere la giusta classificazione, in base alla quale prevedere il trattamento più opportuno di tipo conservativo oppure chirurgico”, dice il presidente. “Risulta fondamentale inquadrare il tipo di frattura per avere la giusta terapia”.

I webinar sulla Scoliosi

La seconda parte del percorso formativo, da giugno a settembre, sarà dedicata alla scoliosi. “La scoliosi è la più comune deformità del rachide: è definita come una deviazione della colonna vertebrale sul piano coronale, accompagnata da una rotazione vertebrale. La deformità si manifesta clinicamente con il cosiddetto gibbo, ossia una asimmetria della cassa toracica visibile quando il paziente si flette anteriormente. È in questo caso che ci troviamo di fronte a una scoliosi vera e non a un atteggiamento posturale”, spiega. “Consigliamo anche ai genitori di fare loro stessi un controllo in chiave di prevenzione, sui figli: nel caso in cui dovesse essere visibile il gibbo è necessario che si rivolgano ai centri per il trattamento. Prima si ha la diagnosi, più efficace sarà il trattamento”, sottolinea. “A seconda dell’entità della scoliosi potranno essere indicate varie tipologie di cura, dalla semplice ginnastica di tipo correttivo per il rinforzo muscolare, all’uso di corsetti ortopedici che, in base alla gravità, possono essere tenuti part-time oppure full time 24 ore al giorno. Nel caso in cui ci sia una scoliosi in stato avanzato, bisognerà procedere con l’artrodesi vertebrale”, conclude.

Due i webinar organizzati a giugno. Il 7 la formazione a distanza sarà interamente dedicata alla Scoliosi. Il 21 giugno si affronterà il tema ‘Scoliosi. Trattamento conservativo’.

Il 5 luglio il titolo sarà: Scoliosi idiopatica. Trattamento chirurgico.

Dopo la pausa estiva, il percorso riprenderà il 20 settembre con l’ultimo webinar dedicato a “Ernia del disco cervicale e lombare”

La locandina del prima webinar del 22 febbraio organizzata da SIOT, SICV&GIS, AUOT e AISOT


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